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	<title>petruccifrancesco.it &#187; Reportage</title>
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	<description>Un blog di un fotografo giornalista dove si parla di fotografia, cinema, poesia e narrativa</description>
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		<title>Vinci una Nikon D300s con il PhotoAid Contest 2010</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 12:01:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Un'avventura speciale, un'esperienza "vera" ed unica nel suo genere è ora possibile anche... <a href="http://petruccifrancesco.it/2010/03/1312-vinci-una-nikon-d300s-con-il-photoaid-contest-2010/">Read more</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://petruccifrancesco.it/wp-content/uploads/2010/03/Photoaid-contest-2010.jpg" alt="" title="Photoaid contest 2010" width="950" height="666" class="alignnone size-full wp-image-2158" /></p>
<p>Un&#8217;avventura speciale, un&#8217;esperienza &#8220;vera&#8221; ed unica nel suo genere è ora possibile anche per te. L&#8217;<strong>Associazione Photoaid</strong>, Agenzia non profit per il reportage sociale ti invita a partecipare al Photoaid Contest 2010 &#8211; &#8220;Anche tu fotoreporter&#8221;.<br />
In linea con lo spirito della nostra Agenzia questo concorso fotografico desidera valorizzare i reportages fotografici ispirati dalla tematica sociale. Il concorso è aperto a tutti coloro che amano raccontare con le immagini le persone e le loro esperienze di vita quotidiana. Possono partecipare fotografi professionisti e non sia italiani che stranieri. Si potranno presentare fotografie in bianco e nero e a colori. Il tema è libero, il linguaggio più appropriato è quello vivace e dinamico del reportage esaltato da un approccio fotografico &#8220;rispettoso&#8221; ma anche concreto, ottimista e sensibile.</p>
<p><strong>REGOLAMENTO</strong></p>
<p><strong>Numero di foto:</strong> Si richiede la presentazione di 10 immagini accompagnate da una breve scheda di presentazione del progetto (titolo del progetto &#8211; commento max 15 righe) e da didascalia. Ciascun partecipante al concorso può presentare solo un progetto. Il reportage non dovrà essere stato realizzato necessariamente nell&#8217;ultimo anno.</p>
<p><strong>Invio delle foto:</strong> Ogni partecipante dovrà inviare le proprie immagini in formato digitale ed a bassa risoluzione. Le foto a colori o in bianco e nero dovranno avere le seguenti caratteristiche tecniche: file JPEG, di qualità 72dpi, con formato di larghezza massima di 1.024 pixel. Il formato originale dello scatto non è vincolante, può essere sia negativo, che un positivo, che digitale. In alternativa potrà spedire delle stampe fotografiche in formato massimo 20x30cm al seguente indirizzo: Photoaid, via Giovannino de Grassi 11 &#8211; 20120 Milano &#8211; Italia.</p>
<p>L&#8217;iscrizione al concorso avviene tramite il sito web &#8211; <a href="www.photoaid.eu" target="_blank">www.photoaid.eu</a> utilizzando l&#8217;apposito link &#8220;Photoaid Contest 2010&#8243;. Le immagini ed il testo di presentazione (quest&#8217;ultimo in file formato word) dovranno essere inviate all&#8217;indirizzo contest@photoaid.eu tramite il sito <a href="https://www.wetransfer.com" target="_blank">https://www.wetransfer.com</a> seguendo le seguenti istruzioni:</p>
<p>   1. Aggiungere i file fotografici nell&#8217;apposita finestra &#8220;Add files…&#8221;<br />
   2. Inserire l&#8217;indirizzo email contest@photoaid.eu nell&#8217;apposita finestra &#8220;Enter friend&#8217;s email address&#8221;<br />
   3. Inserire il vostro email nell&#8217;apposita finestra &#8220;Enter your email address&#8221;<br />
   4. Inserire all&#8217;interno della finestra &#8220;Type your message&#8221;: Photoaid Contests 2010 &#8211; il vostro nome e cognome &#8211; il titolo del reportage fotografico.<br />
   5. Premere il pulsante &#8220;Transfer&#8221; Riceverete la ricevuta della conferma della vostra spedizione e della conseguente ricezione del vostro messaggio.</p>
<p>Per l&#8217;invio di stampe fotografiche tradizionali troverai l&#8217;indirizzo e le modalità proseguendo nella parte del sito relativa alla iscrizione.</p>
<p><strong>Calendario:</strong><br />
Data inizio di presentazione foto: 1marzo 2010<br />
Data ultima per l&#8217;invio delle foto: 31 agosto 2010<br />
Data diffusione del risultato del concorso: 30 settembre 2010</p>
<p><strong>Giuria:</strong> Paolo Pellegrin &#8211; Presidente Giuria &#8211; fotografo<br />
Andrea Micheli &#8211; fotografo e Socio Fondatore di Photoaid<br />
Nicola Demolli Crivelli &#8211; fotografo e Socio Fondatore di Photoaid<br />
Michele Cazzani &#8211; fotografo e Socio fondatore di Photoaid<br />
Maurizio Cavalli &#8211; Direttore dell&#8217;istituto Italiano di Fotografia<br />
Grin &#8211; Gruppo redattori iconografici nazionale &#8211; associazione dei photoeditor italiani.</p>
<p>La giuria valuterà le immagini sulla base della creatività, della qualità artistica e fotografica. Il parere della giuria sarà insindacabile.<br />
La partecipazione al Concorso implica, da parte del partecipante, l&#8217;accettazione incondizionata del presente regolamento ed il versamento all&#8217;Associazione Photoaid della somma di 20 euro. Contribuirai così a sostenere le missioni dei fotografi di Photoaid.</p>
<p><strong>ATTENZIONE:</strong> saranno ammessi al Photoaid Contest 2010 i concorrenti che risulteranno in regola con il versamento della quota di iscrizione (20 euro). Tale versamento dovrà essere effettuato direttamente sul conto corrente presso:<br />
Banca Intesa intestato a:<br />
Photoaid<br />
IBAN IT11C0306909488615310305936</p>
<p>Si prega di indicare nella causale del versamento: Nome &#8211; Cognome &#8211; Photoaid Contest 2010 &#8211; Titolo Reportage.</p>
<p>L&#8217;autore di ciascuna fotografia inviata dichiara e garantisce a Photoaid:</p>
<p>   1. di essere l&#8217;autore delle foto inviate e di essere il titolare esclusivo e legittimo di tutti i diritti di autore e di sfruttamento, anche economico, di ciascuna fotografia, quindi di possedere ogni diritto di riproduzione;<br />
   2. di essere responsabile del contenuto delle proprie opere, manlevando e mantenendo indenne Photoaid da qualsiasi pretesa e/o azione di terzi e sarà tenuto a risarcire Photoaid da qualsiasi conseguenza pregiudizievole.</p>
<p>I vincitori saranno contattati ai recapiti dai medesimi indicati nell&#8217;apposita pagina web tramite email e raccomandata A/R. I vincitori dovranno inviare per accettazione, entro e non oltre 30 giorni dalla data di ricezione della raccomandata A/R, l&#8217;apposito modulo contenuto nella email e nella raccomandata A/R ricevute, completo di sottoscrizione e corredato da copia di documento identificativo in corso di validità al numero di fax o agli indirizzi (email e postale) indicati nel modulo stesso. In caso di vincitori non rintracciabili e/o di mancato invio da parte del vincitore del modulo di accettazione del premio entro il termine stabilito e/o di revoca del premio assegnato al vincitore per insussistenza dei requisiti essenziali per la partecipazione al Concorso, subentreranno i nominativi individuati dalla giuria come riserve, nell&#8217;ordine dalla giuria stessa definito. Partecipando al Concorso, l&#8217;autore di ciascuna fotografia concede, a titolo gratuito, a Photoaid la possibilità di pubblicare le immagini all&#8217;interno del suo sito istituzionale o della rivista Photoaid Magazine con l&#8217;unico onere di citare ogni volta l&#8217;autore delle fotografie. La cessione qui regolata è a titolo gratuito anche in considerazione dell&#8217;effetto promozionale che ricadrà sulle fotografie inviate e sull&#8217;autore delle stesse.</p>
<p><strong>Premi:</strong><br />
<strong>1° classificato:</strong> Il vincitore del concorso avrà la possibilità di vivere un&#8217;esperienza unica affiancando un fotografo di Photoaid durante un lavoro di reportage all&#8217;estero. I dettagli sulla missione verranno indicati dal Responsabile Progetti dell&#8217;Agenzia e la stessa verrà realizzata entro la fine di ottobre 2010 (durata compresa tra i 6 e gli 8 giorni). Le spese relative al viaggio e all&#8217;alloggio saranno sostenute integralmente della nostra Agenzia.<br />
Verrà inoltre data in premio una reflex digitale di categoria professionale NIKON (<a href="http://www.nikond300s.it/" target="_blank">NIKON &#8211; D300S</a>)<br />
Una selezione delle immagine realizzate durante la missione e scelte dalla nostra Agenzia verranno inserite all&#8217;interno di un numero speciale del Photoaid Magazine.</p>
<p><strong>2° classificato:</strong> Borsa di studio per un corso &#8220;Topic Session&#8221; di Reportage organizzato dall&#8217; L&#8217;istituto Italiano di Fotografia (anno accademico 2010/2011 &#8211; <a href="www.istitutoitalianodifotografia.it" target="_blank">www.istitutoitalianodifotografia.it</a>).</p>
<p><strong>3° classificato:</strong> Borsa di studio per un workshop in Toscana di reportage in Toscana organizzato dall&#8217;Agenzia Photoaid. (settembre e ottobre 2010).</p>
<p>A tutti i partecipanti verrà data la possibilità di scaricare gratuitamente la guida Guida di Adobe Photoshop Lightroom 1.2 (o versione più aggiornata) a cura di Marianna Santoni.</p>
<p>Le immagini dei tre vincitori e alcune di quelle più interessanti presentate dagli altri concorrenti verranno inserite all&#8217;interno di una sezione dedicata del sito www.photoaid.eu.</p>
<p>Il presente concorso è escluso dall&#8217;applicazione del D.P.R. n. 430/2001, come previsto dall&#8217;art. 6, comma 1, lettera a) del medesimo D.P.R.</p>
<p>Fonte <a href="http://www.photoaid.eu/contest/contest_regolamento.htm" target="_blank">PhotoAid</a>, qui il regolamento in <a href="http://www.photoaid.eu/contest/docs/regolamento_contest2010.pdf" target="_blank">pdf</a>.
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		<title>Mi manca, mi manca, ce l&#8217;ho&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2006 21:57:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Quando a Natale sono stato a Nassirya, la cosa che più mi ha colpito è stata la... <a href="http://petruccifrancesco.it/2006/01/1161-mi-manca-mi-manca-ce-lho/">Read more</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://petruccifrancesco.it/wp-content/uploads/2009/12/Nassiria-Iraq-Nasiriyah-10.jpg" rel="shadowbox[post-1161];player=img;"><img src="http://petruccifrancesco.it/wp-content/uploads/2009/12/Nassiria-Iraq-Nasiriyah-10.jpg" alt="Nassiria Iraq Nasiriyah (10)" title="Nassiria Iraq Nasiriyah (10)" width="950" height="622" class="alignnone size-full wp-image-1164" /></a></p>
<p>Quando a Natale sono stato a Nassirya, la cosa che più mi ha colpito è stata la moltitudine di bambini di ogni età che quotidianamente incontravo lungo le strade ribattezzate con nomi consolari e che venivano battute ripetutamente dai convogli militari.<br />
L’attività CIMIC (Cooperazione Civile-Militare), è impegnata a 360° in un’opera di vera e propria costruzione, piuttosto che ricostruzione, ed ogni giorno è facile uscire da Camp Mittica insieme a loro, percorrere la Flaminia in direzione An Nasiryah, ed andare a fare i dovuti controlli al fine di osservare i progressi dei vari progetti iniziati quali strade, sistemi fognari, costruzioni di scuole, ospedali o altri edifici. A dispetto delle varie tecnologie cui ormai ci siamo assuefatti e legati con un doppio filo, lì nel deserto di quella che un tempo era considerata “la culla della civiltà”, vige un efficacissimo tam tam basato sul passaparola: una volta individuato il convoglio di passaggio, da ogni dove spuntano le minute teste di bambini che di corsa, per non perdere l’attimo, si precipitano dalle loro abitazioni, tende o rifugi solo per alzare il pollice verso di noi e lanciare il grido di battaglia “Mister Water!” in una marcata contrattura americana, speranzosi che dai vari mezzi venga loro dato qualcosa.</p>
<p><a href="http://petruccifrancesco.it/wp-content/uploads/2009/12/Nassiria-Iraq-Nasiriyah-13.jpg" rel="shadowbox[post-1161];player=img;"><img src="http://petruccifrancesco.it/wp-content/uploads/2009/12/Nassiria-Iraq-Nasiriyah-13.jpg" alt="Nassiria Iraq Nasiriyah (13)" title="Nassiria Iraq Nasiriyah (13)" width="950" height="627" class="alignnone size-full wp-image-1165" /></a></p>
<p>Lo scenario che si presenta alla vista, ricorda una qualsiasi pellicola in bianco e nero che documenta l’Italia del dopo guerra, con la differenza che qui, la distruzione è stata mirata in determinati e concentrati punti logistici e tutto il resto è quindi ancora allo stato natio. La povertà che regna sovrana, era già presente e radicata.</p>
<p><a href="http://petruccifrancesco.it/wp-content/uploads/2009/12/Nassiria-Iraq-Nasiriyah-7.jpg" rel="shadowbox[post-1161];player=img;"><img src="http://petruccifrancesco.it/wp-content/uploads/2009/12/Nassiria-Iraq-Nasiriyah-7.jpg" alt="Nassiria Iraq Nasiriyah (7)" title="Nassiria Iraq Nasiriyah (7)" width="950" height="624" class="alignnone size-full wp-image-1162" /></a></p>
<p>Le piazze non sono preda delle innocenti scorrerie tipiche della nostra infanzia, ma ove non ci sono rotonde e svincoli, magari presidiati da un checkpoint dell’iraqi army, ho assistito al più grande controsenso che mi sia mai capitato di poter vedere: ingorghi al di fuori della portata capitolina, senza nesso alcuno di direzione, con l’unico scopo di far benzina… nel Paese ricco di petrolio!</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/gongolo/254797272/" title="americanizzati di gongolo, su Flickr"><img src="http://farm1.static.flickr.com/116/254797272_b3c2be933e_o.jpg" width="950" alt="americanizzati" /></a></p>
<p><em>Abbiamo portato gessetti colorati, ma non ho visto nessun selciato o lastricato reso vivo dagli arcobaleni di questi, né costretto nel rigido schema di una campana improvvisata!<br />
Abbiamo portato lunghi elastici da merceria, ma nessuno ha confidato loro come intrecciarli con mani o piedi negli intricati schemi che si imparavano a memoria!<br />
Abbiamo portato corde, ma nessuno ha cantato la fruttata filastrocca che soleva accompagnare i ripetuti salti!<br />
Abbiamo distribuito biglie e tappi di latta, ma non ho visto nessuna pista improvvisata o crocicchio alcuno a ridosso di un muro a scommettersi le proprie risorse!<br />
Abbiamo eretto necessarie strutture, ma non ho visto nessuno creare e correre da un cantone all’altro!<br />
Abbiamo consegnato maglie da calcio dei club più prestigiosi, ma non ho visto nessun pallone inseguito da orde di gambe sbucciate e slanciate!<br />
Abbiamo lasciato negli orfanotrofi vagonate di macchinette, ma non ho visto nessuno tirarle fuori dai loro cellophane di protezione e farle sfrecciare sul pavimento!<br />
Abbiamo imbiancato grezzi muri, ma nessuno li sceglieva come tana per nascondino, o base per un rapido un, due tre, stella!<br />
Abbiamo confezionato sacchi in juta, ma nessuna li ha usati per la classica corsa!<br />
Abbiamo regalato quaderni per la scuola, ma nessuno ha tracciato campi per la battaglia navale!</em></p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/gongolo/254797323/" title="caparbietà di gongolo, su Flickr"><img src="http://farm1.static.flickr.com/105/254797323_f2b53a449f_o.jpg" width="950" alt="caparbietà" /></a></p>
<p><em>Ho visto alberi dalle cui fronde non spuntavano le teste dei temerari su questi arrampicati!<br />
Ho visto cieli limpidi, ma nessuno di questi solcato da colorati aquiloni o sfreccianti frisbee!<br />
Ho visto ampi spazi inutilizzati, ma nessuno se ne è appropriato marcando il territorio con un girotondo!<br />
Ho visto distese desertiche, ma la consistenza del terreno non permetteva la costruzione di castelli di sabbia!<br />
Ho visto una comune bandiera, ma nessuno disposto su due fila intento a rubarsela!<br />
Ho visto una miriade di mosche, ma nessuna di queste che fosse cieca!</em></p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/gongolo/254797231/" title="abbandonato di gongolo, su Flickr"><img src="http://farm1.static.flickr.com/89/254797231_374f8433c4_o.jpg" width="950" alt="abbandonato" /></a></p>
<p><em>Non ho visto soldatini, ma di quelli, loro, ne hanno visti anche troppi!<br />
Non ho visto capriole e non mi sono fermato a farne neanche una!<br />
Non ho visto mazzi di figurine lise dai passaggi da una mano all’altra, né muretti da cui farle cadere per vincerne altre!<br />
Sono stato in mezzo a tanti bambini e non ho fatto neanche un aeroplanino di carta!<br />
Sono stato tra loro e non avevo portato con me le bolle di sapone!</em></p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/gongolo/254797583/" title="il vicolo di gongolo, su Flickr"><img src="http://farm1.static.flickr.com/83/254797583_c7817c106a_o.jpg" width="950" alt="il vicolo" /></a></p>
<p>Forse non mi sono fermato sufficientemente a lungo nei vari luoghi, tanto da potermi rendere conto di una realtà ludica simile alla nostra, ma l’impressione è stata quella di una quasi assenza di questa. Quando passavamo con gli autoblindi detti “scarafoni”, ho visto quel che di più simile potesse essere ad un gioco: bambini arraffare la prima pietra che capitava loro a tiro e scagliarcela contro, senza fionda, a mani nude.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/gongolo/254797802/" title="scopa di gongolo, su Flickr"><img src="http://farm1.static.flickr.com/92/254797802_15414d3cde_o.jpg" width="950" alt="scopa" /></a></p>
<p>In mezzo al deserto, nell’area dei bunker di Saddam fatti esplodere nel ’91 dagli alleati, ad un chilometro di distanza dall’esplosione di pericolosi ordigni che tappezzano il suolo come conchiglie e detriti in riva al mare, ho visto tre bambini giocare con un mazzo di carte, e tristemente ho pensato a quello con i volti dei ricercati.<br />
Ho sicuramente un’idea marginale, rafforzata dalle attività svolte nel breve periodo in cui sono stato in Iraq, ma i bambini li ho visti solamente correre. A perdifiato. Senza sosta. Mendichi una bottiglietta d’acqua o una merendina, che venivano sempre distribuite con generosità spontanea. Ma il più delle volte, quello che veniva loro dato, non era consumato al momento, ma accantonato. Non so se per essere rivenduto o cosa.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/gongolo/254797864/" title="spalle al muro di gongolo, su Flickr"><img src="http://farm1.static.flickr.com/113/254797864_903d5db89e_o.jpg" width="950" alt="spalle al muro" /></a>
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		<title>Attività di bonifica</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2006 18:54:02 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Dhi Qar. A metà della Flaminia che divide Nassiriya da Camp Mittica, ove è di stanza il contingente italiano Antica Babilonia 8, operano gli uomini del Genio della Task Force Bravo, plotone alla cui guida c&#8217;è il Maresciallo Capo Vincenzo Bavetta. Il loro compito è quello di rispondere alle varie call delle pattuglie che si imbattono in ordigni di vario tipo o &#8220;più semplicemente&#8221; seguire un piano di intervento ben strutturato.<br />
È il 23 dicembre, le feste sono ormai prossime, la quotidianità non riesce ad impedirci di andare con il pensiero alle nostre famiglie, ai preparativi che abbiamo lasciato alle spalle, agli alberi di Natale, ai presepi, alle tradizioni che quest’anno, non abbiamo rispettato.</p>
<p><a href="http://petruccifrancesco.it/wp-content/uploads/2009/12/Nassiria-Iraq-Nasiriyah-3.jpg" rel="shadowbox[post-1141];player=img;"><img src="http://petruccifrancesco.it/wp-content/uploads/2009/12/Nassiria-Iraq-Nasiriyah-3.jpg" alt="Nassiria Iraq Nasiriyah  (3)" title="Nassiria Iraq Nasiriyah  (3)" width="950" height="627" class="alignnone size-full wp-image-1144" /></a></p>
<p>Un cielo uniformemente grigio ci annuncia che anche se la stagione delle piogge sembra non volerne sapere di cominciare, lo stesso l’attività di bonifica odierna, rischia di essere compromessa e di venir rimandata a data migliore.<br />
<em>Da strutture che difficilmente riusciamo a chiamare abitazioni, uomini, donne e bambini si preparano alla loro giornata. Lasciandosi alle spalle quelle precarie pareti di fango e argilla, o di mattoni di seconda mano nei migliori dei casi, affrontano il deserto, parente ormai lontano dell’antica Mesopotamia. Il loro è un cammino che si snoda su un terreno polveroso, intervallato qua e là da pozze e acquitrini, residuo piovasco ristagnante, che non riesce a penetrare il substrato impermeabile della superficie.</em></p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/gongolo/254797482/" title="di passaggio" class="flickr-image alignnone"><img src="http://farm1.static.flickr.com/97/254797482_8ff21454e3_o.jpg" alt="di passaggio" class=""  width="950"/></a></p>
<p>Ha smesso di piovere, o meglio, non hai mai cominciato sul serio. Abbiamo solo perso tempo, traendone unicamente un misero beneficio: ancora per un po’, l’aria sarà meno secca e la polvere si staccherà dal suolo, più tardi del solito, ma si alzerà lo stesso… prima o poi! Viene dato l’ok, le condizioni atmosferiche ora sembrano più che buone e si decide di uscire per l’attività odierna. Ci dividiamo e saliamo a bordo dei nostri mezzi, destinazione l&#8217;area denominata CMC77, di ben 39 kmq.<br />
<em>I più fortunati riescono a racimolare un passaggio su di un pick up scoperto, ovviamente in molti saranno trasportati nel vano posteriore, ma non sono i comfort a fare la differenza, quanto il poter risparmiare le suole di sandali logorati dal tempo, lisi da polvere e usura. Finché è percorribile, il mezzo di fortuna prosegue per una strada non asfaltata, poi si arresta e tutti scendono . L’orizzonte non è visibile, nascosto all’occhio incapace di spaziare in un simile scenario: ovunque si ergono come foruncoli, ammassi di terra rivoltata, che vomita al cielo, il suo tetro e triste contenuto.</em></p>
<p><a href="http://petruccifrancesco.it/wp-content/uploads/2009/12/Nassiria-Iraq-Nasiriyah-.jpg" rel="shadowbox[post-1141];player=img;"><img src="http://petruccifrancesco.it/wp-content/uploads/2009/12/Nassiria-Iraq-Nasiriyah-.jpg" alt="Nassiria Iraq Nasiriyah" title="Nassiria Iraq Nasiriyah" width="950" height="630" class="alignnone size-full wp-image-1142" /></a></p>
<p>Tutta la zona contava un numero superiore ai 210 bunker, distrutti dai bombardamenti alleati del &#8217;91 o fatti diligentemente esplodere dallo stesso Genio nel 2004, anno che conta ben 42 edifici bonificati. Il maggior problema è che dai detriti dei fortini bombardati, a seguito della ricerca di materiale metallico, o di mattoni riutilizzabili per ulteriori edifici, civili e non possono imbattersi in ordigni inesplosi: riutilizzandoli a fini bellico-terroristici o rischiando la loro vita.<br />
<em>Si formano vari gruppi di scavo e ricerca, anche le donne, soprattutto loro, imbracciano la pala e si chinano sul terreno, confondendosi con esso. Tutto quello che era visibile in superficie, è stato già analizzato e quando possibile, riutilizzato. I mattoni integri vengono accatastati in pile che verranno rivendute poi in città, altri beneficeranno di edifici più stabili. A questi braccianti del deserto, sarcastiche pantomime dei cacciatori di tesori, poco importa della stoffa che li ripara dal vento durante il giorno e dal freddo della notte…</em></p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/gongolo/254797683/" title="modello da esportare" class="flickr-image alignnone"><img src="http://farm1.static.flickr.com/92/254797683_531688c6ac_o.jpg" alt="modello da esportare" class=""  width="950"/></a></p>
<p>Sembra una gita domenicale, solo che dopo la pioggia, i nostri cestini non saranno colmi di funghi né di lumache, ma di tutti gli ordigni ancora pericolosi , che costellano in abbondanza il terreno, come i riflessi di un minerale.<br />
I sei team di cui si compone il plotone, il comando più altri 5, suddivisi in 3 EOD (exsplosive ordinance disposal) e 2 IEDD (improvised esxplosive device diposal), sono impegnati tutti i giorni in bonifiche di 1° grado, appunto per ripulire il terreno in superficie da queste &#8220;mine vaganti&#8221;. Interventi più approfonditi sono di loro competenza solo per le aree che prevedono installazioni e infrastrutture del nostro contingente e per rendere sicure le maggiori vie di comunicazione, su di un&#8217;area di responsabilità di 100 km a nord di Dhi Qar e 150 a sud. Gli interventi di 2° grado in zone di interesse civile, sono invece delegati a società private, previa gara di appalto, ma la realtà è che le due vincitrici, finora, dopo essersi rese conto della situazione si sono tirate indietro.<br />
<em>Prima ancora dei mattoni, i materiali più ambiti sono i metalli: ferro, rame, qualsiasi lega di cui si senta la mancanza, considerata la povertà dell’ambiente. Ogni bomba o colpo di mortaio è stato già spogliato delle “corone” e vuoti solchi in coda, testimoniano la loro assenza. Vi sono lunghi tratti di terreno rivoltato, l’inganno è prossimo all’occhio, che può crederli un accenno di aratura, ma qui il terreno, è ormai abbandonato da secoli, purtroppo. Quelle ferite invece, celavano un tempo cavi elettrici, che servivano a portare l’energia ai vari bunker, ma dei fili di rame, non vi è più traccia, se non nel mercato di Nassiriya, tra le varie opere di artigianato locale.</em></p>
<p><a href="http://petruccifrancesco.it/wp-content/uploads/2009/12/Nassiria-Iraq-Nasiriyah-9.jpg" rel="shadowbox[post-1141];player=img;"><img src="http://petruccifrancesco.it/wp-content/uploads/2009/12/Nassiria-Iraq-Nasiriyah-9.jpg" alt="Nassiria Iraq Nasiriyah  (9)" title="Nassiria Iraq Nasiriyah  (9)" width="950" height="623" class="alignnone size-full wp-image-1150" /></a></p>
<p>Con la sola forza lavoro manuale, gli uomini del Genio hanno ad oggi rinvenuto e distrutto circa 55000 ordigni in 4 mesi, con una media di due interventi quotidiani. Il capo team, tramite la sala operativa, acquisisce utili informazioni sul tipo di ordigno segnalato, in caso di trappolamento improvvisato si attiva l&#8217;unità IEDD invece della EOD; organizza quindi il team, composto dal capo, 2 operatori, 1’infermiere e 1’ambulanziere; si reca sul posto ove assume il comando e, previo riconoscimento, studia il piano di risoluzione dell&#8217;incidente, che prevede la possibilità del brillamento in sito o della rimozione per operare altrove. A seguire la verifica dell&#8217;esito, il rientro e il rapporto di bonifica, che lo rende a tutti gli effetti responsabile di quanto dichiarato.<br />
<em>Anche oggi, civili e militari, qui si incontrano e lavorano fianco a fianco, seppur con finalità differenti. Se gli uni creano mucchi di materiale di sopravvivenza, gli altri ergono cumuli di esplosivo da dover far sparire al più presto.<br />
Avvisati della nostra presenza con un rapidissimo tam tam, di cui si ignorano i meccanismi, i bambini sparsi un po’ ovunque, si ritrovano tutti ad un chilometro di distanza dal fornello ove sono stati depositati i vari “residuati bellici” pronti a brillare per un pubblico non pagante, accorso più per la distribuzione di generi alimentar che seguirà di lì a poco, che non per lo spettacolo in sé.</em></p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/gongolo/254797746/" title="ricco bottino" class="flickr-image alignnone"><img src="http://farm1.static.flickr.com/118/254797746_6bf603aa72_o.jpg" alt="ricco bottino" class=""  width="950"/></a></p>
<p>L’esplosione non ha minimamente disturbato i dieci bambini arrivati e diligentemente accovacciatisi in attesa dei nostri regali. Nei mezzi di trasporto, c’è sempre una scorta precauzionale di acqua, bibite e merendine, che vengono presto regalate ad una fila “indiana” irakena, dove i più grandi, cercano di togliere ai più piccoli, non per beneficiare in prima persona, ma probabilmente, per rivendere ad altri. Altri quattro bunker, vanno ad aggiungersi al conto di quelli bonificati.<br />
Nessuna novità per il plotone di stanza all&#8217;Italian Joint Task Force &#8220;Antica Babilonia 8&#8243; composto da persone capaci ed esperte, non nuove alla tipologia di lavoro chiamate ad effettuare. Testimoni gli abitanti delle regioni Piemonte, Lombardia e Val d&#8217;Aosta, aree di competenza del X° reggimento Genio Guastatori di Cremona, comandato dal Colonnello Marco Ciampini, che anche su suolo italiano, sono impegnati con un ritmo di 1/2 interventi al giorno, segnalati tramite le forze dell&#8217;ordine al neo promosso capitano Saverio Cucinotta, che svolge il delicato ruolo di IC (incident commander), trade d&#8217;union tra il mondo civile e quello militare. E anche i lavori per le Olimpiadi Invernali di Torino 2006, possono dire di aver usufruito di un sì valido aiuto.</p>
<p><a href="http://petruccifrancesco.it/wp-content/uploads/2009/12/Nassiria-Iraq-Nasiriyah-5.jpg" rel="shadowbox[post-1141];player=img;"><img src="http://petruccifrancesco.it/wp-content/uploads/2009/12/Nassiria-Iraq-Nasiriyah-5.jpg" alt="Nassiria Iraq Nasiriyah  (5)" title="Nassiria Iraq Nasiriyah  (5)" width="950" height="1440" class="alignnone size-full wp-image-1146" /></a>
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